Dove ancora ci si interroga su McCarthy e l'ultimo film dei Coen: «Non è un paese per vecchi»
Si parlerà dell Libro. Non del film. Ma il film è la trasposizione asciutta e fedele del libro. Non sarà mai la stessa cosa. L'obiezione è sempre valida quando si parla di tra-duzioni. Ma forse mai come in questo caso si può parlare dell'uno e dell'altro senza distorcere le linee di fondo che sorreggono l'impianto antropologico di questi due capolavori.
Il libro per me è stata una rivelazione. Capisco che non piaccia. E il film di conseguenza. Senza il supporto della critica esaltata, non penso avrebbe avuto molto successo.
Eppure mai come in McCarthy - perchè l'unico e vero autore è lui, bisognerebbe ribadirlo - ho visto giungere la scrittura all'archetipo dell'umano. L'antropologia è l'unico scavo che rende giustizia alle rovine imbastite da questo scrittore. Parole come la lotta delle scimmie in Kubrick: primordiali, immutabili, violente, unico strumento per riprodurre il primo e fondamentale GESTO dell'umanità: il bastone brandito ad arma, tentativo principe del sempre cercato dominio sulla vita e sul caso.
Alle spalle della scrittura mccarthyana resta un uomo nudo e feroce. Senza gli orpelli di alcuna civilizzazione, meri impedimenti a quella che è la sua natura più profonda: l'azione per la sopravvivenza che, frustrata dalla precarietà, domina la vita con la violenza sul proprio simile e sul mondo.
Un uomo maschio se volessimo un commento di genere. McCarthy, di fatto, è uno scrittore maschile. Non maschilista, abbiate a non fraintendermi. Le donne non ci sono nei suoi romanzi. Per lo meno sono poche e non mi sembra gli interessino. O sono vittime succulente, come Carla Jean Moss\Kelly McDonald visitata nel finale - in una sorta Annunciazione perversa e foriera di morte - dal killer Chigur\Bardem.*
Le donne hanno altri strumenti per dominare la vita. Anzi è forse perchè le donne dominano la realtà secondo schemi totalmente differenti a quelli del MASCHIO - strumenti oserei dire interni e in sintonia con la natura generatrice e partoriente - che il genere mascolino ha sviluppato reazioni esterne e in completo disaccordo con la realtà. La violenza maschile è la reazione primitiva all'insensibilità rispetto al creato che si esterna nel gesto violento. L'uomo rompe con la realtà, mentre la donna ne sostiene il peso attraverso il suo utero. Il primo espelle, la seconda ingloba. E' un movimento assolutamente elementare e ineliminabile. McCarthy è interessato a questo originale, primordiale, fossile atteggiamento. Ma lo dimostra non con il piglio sistematico dell'antropologo, bensì con la potenza rappresentativa dell'artista. I suoi libri come i quadri, le poesie, il teatro: ACCADONO. E devastano.
Il personaggio di Chigur ad esempio (non so se il film lo renda perfettamente chiaro) utilizza la sua cieca violenza non per diletto, ma per ETICA. La sopraffazione dell'altro e la maniacalità dei suoi giuramenti sono l'unico antidoto alla dispersione della vita. Filosofia come azione.**
La capacità dell'uomo di combattere alla pari con il proprio destino è quella di giocarsi in ogni momento la vita contro la vita stessa. E' solo la follia della vita (la propria vita e le proprie immutabili scelte) che vince contro la casualità dell'esistenza. Il Valore è la vità nella sua scommessa mortale perpetrata contro la vita degli altri, non i "valori" o l'organizzazine della società umana (lo Sceriffo\Lee Jones e ciò che egli rappresenta).
Non è un paese per vecchi è una speciale trascrizione contemporanea delle Baccanti di Euripide.
Nelle Baccanti: la legge contro la follia dionisiaca creatrice di nuova etica e nuovi ordini. La razionalità della legge e della costruzione morale borghese e politica contro l'asistematicità strutturale delle baccanti. E i baccanali come trionfo (voluto dal dio) sulla "società dei valori", l'autocastrazione dell'uomo che dimentica il caos divino.
McCarthy stravolge questo schema riutilizzandolo. Dioniso come Chigur. Lo sceriffo Bell come Penteo. Ma al contrario. La razionalità diventa lucidità folle e trionfa su quella "società dei valori" che questo mondo ha finito con il distruggere. Che ha trasformato la follia in ordine. E' proprio perchè il mondo è precipitato in questa follia che la psicotica diventa l'unico barlume di salvezza. L'unico puntello. E trionfa.
L'abbiamo voluto, in fondo. Sembra dirci McCarthy.
Il male razionale, non più - come diceva la Arendt - banale.
* leggetevi la scena nero su bianco, vale l'acquisto del romanzo: impressionante e spietata, illogica e lucidissima, cento volte la pellicola!
**e qui ancora una volta mi tocca ringraziare Daidalos








Gira.
"
Ditemi. Che sono le promesse?
